Il Papa venera le Reliquie di San Pietro

                                           ( 24 Novembre 2013 )
   «Petros enì», «Pietro è qui ». Un graffito su un muro sotterraneo, risalente al 160. Era necessaria una ricerca Così fece Margherita Guarducci (1902-  1999), epigrafista e archeologa dell’Università di 
   Roma. Lì sotto infatti, nel 1939, si comincia a scavare per seppellire le spoglie di Papa Pio XI ( Achille Ratti ), che  aveva chiesto di essere inumato nelle Grotte; si rendono allora necessari una serie di
   lavori per risanare la cripta sottostante la Basilica, finanziati personalmente da Pio XII ( Eugenio Pacelli );  ma ecco l’inaspettata scoperta: vengono alla luce quelle che la tradizione venera come le Reliquie
   di San Pietro. Nel 1950, poi, la Guarducci continua a indagare, ed è in quel momento che trova il graffito sul sotterraneo muro rosso. E anche una cassetta, contenente delle ossa che, sottoposte ad analisi,
   risultano appartenenti a un solo uomo, di corporatura robusta, morto in età avanzata, di cui mancano soltanto i piedi. Fatto sta che una disputa di lunga data si apre attorno a tali Reliquie, anche perché
   miste alle ossa di essere umano sembrano esserci anche quelle di alcuni animali. Oggi, sono conservate nelle grotte vaticane, e il 24 novembre 2013, è come se tornassero nuovamente alla luce:
   per la prima volta, infatti, i resti dell’Apostolo escono dallo spazio che occupano sotto l’altare maggiore della Basilica.   
    Lo annuncia Monsignor Rino Fisichella, Presidente del Pontificio consiglio per la nuova evangelizzazione:
  «Così vogliamo concludere l’anno della Fede, esponendo per la prima volta le Reliquie attribuite al pescatore di Cafarnao martirizzato a Roma, secondo la tradizione,
    nel 67 d.C.».

   Le domande sulla tomba di San Pietro risalgono a tanto tempo fa. Già il prete romano Gaio ne parlava, durante il pontificato di papa Zefirino (199-217 d.C.).
   Rivolgendosi a Proclo, seguace dell’eresia  montanista, Gaio aveva scritto: «Se vorrai venire in Vaticano e sulla via Ostiense, potrai vedere i trofei [cioè le tombe] di coloro,
   che hanno fondato questa Chiesa», cioè Pietro e Paolo.La lettera è stata riportata nella Storia ecclesiastica di Eusebio di Cesarea (2.25, 5–7).

 

Il 24 Novembre 2013, a conclusione dell'Anno della Fede, Papa Francesco ha venerato e incensato le Reliquie dell'Apostolo Pietro, contenute in una cassetta in bronzo che reca la scritta:
 "Ex ossibus quae in Arcibasilicae Vaticanae hypogeo inventa Beati Petri Apostoli esse putantur "
( Dalle ossa rinvenute nell'ipogeo della Basilica Vaticana, che sono ritenute del Beato Pietro Apostolo).
 La teca, aperta, è stata posta posta accanto all' altare.
Il gesto compiuto da Papa Francesco e la sua decisione di far esporre le ossa del primo Pontefice
nella Piazza a lui stesso intitolata sono un evento mai verificato,
         che riaccende l'attenzione sui resti attribuiti al primo Papa,
l'Apostolo Pietro, martirizzato a Roma, secondo la tradizione, nell'anno 67 dell'Era cristiana.

 Il 26 giugno 1968 Papa Paolo VI, durante l'Udienza Generale, diede l'annuncio del ritrovamento delle ossa di San Pietro: "Nuove indagini pazientissime e accuratissime furono in seguito eseguite
 con risultato che Noi, confortati dal giudizio di valenti e prudenti persone competenti, crediamo positivo: anche le Reliquie di San Pietro sono state identificate in modo che possiamo ritenere convincente".
 Nel 1950, durante l'Anno Santo, Papa Pacelli annunciò che negli scavi compiuti sotto la Basilica era stata individuata la tomba dell'Apostolo. Le ossa erano incrostate di terra e mostravano di essere state
 avvolte in un panno di lana colorato di porpora e intessuto d'oro, una sepoltura particolarmente preziosa. Oggi sono conservate nelle Grotte Vaticane con l'eccezione di alcune Reliquie che sono nella
 Cappella dell'Appartamento Pontificio alla terza loggia del Palazzo Apostolico.