San Filippo Diacono di Palermo 
( II secolo )

12 Maggio

 




    
Mentre S. Filippo prete dimorava nella Città di Agira ( EN ) e la fama dei suoi miracoli cresceva di giorno in giorno, un uomo molto ricco, della Famiglia dei Settimi, conduceva la sua vita senza figli nella Città di Palermo, non sapendo a chi lasciare le sue fortune.  
    Illuminato dal Signore e consigliato di chiedere il beneficio della prole al beato Filippo, decise di incontrarlo. 
    
    Accompagnatosi ai pellegrini, si sedette sui gradini della Chiesa ed entrato in essa elevò una fervente preghiera. 
Filippo gli disse: “ So ciò che hai chiesto al Padre di tutte le consolazioni; ritorna a Palermo e comunica a tua moglie che le vostre preghiere sono state esaudite da Dio ”. 
     Ritornato a casa trovò la moglie con il volto felice e quella notte vide in sogno S. Filippo che gli prediceva la futura prole, cui avrebbe imposto lo stesso nome. Nulla di strano se il piccolo Filippo, nato sotto tali auspici, fin dall’infanzia diede segni della futura santità. All’età di nove anni fu condotto ad Agira dai genitori, perché fosse iniziato al culto divino dall’uomo santo, Colui che aveva impetrato da Dio la sua nascita. San Filippo offrì a Dio il fanciullo e rivoltosi a lui disse: “ Vai dunque, figlio, nella tua Città natale; non offrire il tuo cuore alle ricchezze, ma cura di edificare un tempio a Dio, servilo sempre nella gioia “.
     Ricevuta la benedizione ritornò a Palermo, portando con sé la tunica, il sudario e il cingolo con il quale il venerando Prete cingeva i lombi; volendo imitare il Santo, sciolto il cingolo ridiede la salute ad un uomo ossesso dal demonio, giacente per terra. A Palermo con il denaro del padre edificò un tempio al Signore e iscrittosi nel numero dei chierici, fu ordinato Diacono. Si comportò sempre da ministro di Dio, con molta pazienza nelle avversità, nelle angustie, nei travagli, nelle veglie, nei digiuni, nella castità e nella carità vera.       
     
    
Morti i genitori distribuì ai poveri le sue sostanze e lasciata Palermo ritornò ad Agira, ove fu educato da San Filippo e in breve tempo giunse al culmine della santità.
          Il 12 maggio, desiderando le cose celesti e l’essere con Cristo, rese lo spirito a
Dio.                                    
     Il suo corpo, composto non distante dal sepolcro del maestro, cominciò ad essere illustre per i miracoli e ad essere onorato dai fedeli palermitani e agirini. 
   Fu iscritto nel Calendario Palermitano dal Cardinale Giannettino Doria intorno al 1611.

    
Nell’anno 1887, su richiesta dell’Arcivescovo di Palermo Michelangelo Celesia,  il Sommo Pontefice Leone XIII confermò il culto reso a San Filippo Diacono “ ab immemorabili “ e stabilì la sua festa al 12 maggio.
     Nell’Arcidiocesi di Palermo è stato celebrato fino al 1957, mentre ad Agira il culto è vivo.

    


Autore: Ugo Russo ©