Santa Ninfa di Palermo Vergine e Martire 

( V secolo )

13 Novembre



Emblema : Vaso con il fuoco

     Il nome deriva dal greco Nynphe e indicava le giovani donne in età da marito; inoltre le ninfe erano divinità femminili minori dei boschi, fiumi, monti, laghi.

     S. Ninfa è ignota a tutti gli antichi Martirologi.
I suoi Atti, tratti da Codici del XII secolo, sono connessi alla Vita di S. Mamiliano. 

    Ninfa era figlia di Aureliano, prefetto di Palermo,  persecutore dei cristiani. 
  Fu convertita e battezzata nella sua casa dal vescovo Mamiliano, insieme ad altre trenta persone.
   Il padre Aureliano mentre arrestava Mamiliano e altri duecento cristiani, cercò di far recedere la figlia dalla nuova religione. Visti vani i suoi tentativi e dopo averli sottoposti a torture, li fece chiudere in carcere, ma un angelo li liberò, conducendoli in riva al mare dove trovarono una barca.
     In seguito ad una persecuzione religiosa per opera degli Ariani verso l’anno 450 fu mandata in esilio in Africa, forse insieme a S. Mamiliano vescovo di Palermo ( ? ).
Da qui, riscattata dalla pietà dei fedeli, si ritirò in Sardegna e quindi all’Isola del Giglio o in altra viciniore, ove S. Mamiliano pare abbia fondato qualche Monastero per monache eremite.
    Desiderosi di visitare Roma, sbarcarono sotto indicazione celeste, in un luogo chiamato Bucina;  dopo la visita alle tombe degli apostoli, Mamiliano morì e Ninfa lo fece seppellire vicino Bucina; dopo circa un anno anche Ninfa morì e fu  sepolta dove erano conservate le reliquie di altri martiri. 
    Per il legame con il Santo monaco, pare si sia recata a Roma per venerarvi i Sepolcri degli Apostoli Pietro e Paolo e sia morta a Porto Romano, cioè Fiumicino, ove i Cristiani Le edificarono una Chiesa.
   I cristiani del luogo la invocarono perché passasse una siccità che li affliggeva.
    La più antica notizia su S. Ninfa è del secolo IX, nel Liber Pontificalis, perché nella biografia del papa Leone IV (847-855), si legge che egli fece un dono alla chiesa di S. Ninfa martire, esistente nella zona Portuense.
     Le sue reliquie nel sec. XII, si trovavano in varie chiese di Roma e il capo nel 1592 era venerato nella chiesa di S. Maria in Monticelli. 
Nel 1593 il capo della Santa fu trasferito a Palermo in un altare della cattedrale, consacrato nel 1598.
Il culto si diffuse in altre città siciliane e un paese in provincia di Trapani ne porta addirittura il nome.
 Il popolo  e il Senato palermitano il 5 Giugno 1606 elessero Santa  Ninfa Patrona della Città con le Sante Oliva ed Agata.
   Il culto nella Città di Palermo è antichissimo; la sua memoria risale al 1483 per la dedicazione di una campana nella Cattedrale;in un Capitularium manoscritto dell'Archivio storico Diocesano del XIV secolo è ricordata in una Litania dei Santi;  nel Breviario membranaceo di Simone di Bologna nel Tesoro della Cattedrale di Palermo ( 1445 ) e nelle varie espressioni dell'arte.
    Celebrata dalla Chiesa Palermitana fino al 1980 come Memoria Obbligatoria; dal 1981 è stata espunta dal Calendario Liturgico Regionale, ma nella Città di Palermo può essere sempre celebrata con il grado di Memoria facoltativa.
 Le è dedicata una Chiesa della Città nel 1600, mentre il culto è vivo a S. Ninfa ( TP )  ove è Patrona principale. 

Autore: Ugo Russo ©